Lo Stress
Lo Stress

Lo Stress

Quante volte nella tua vita, in risposta ad un malessere che hai segnalato ad un parente, un amico, o al tuo medico ti sei sentito rispondere: “ma si, sarà un pò di stress, niente di grave”? Questo malessere poi peggiorava sempre di più, senza una causa apparente fino a condizionare le tue giornate e spingerti ad assumere farmaci per permetterti di continuare. Questa condizione ha poi portato ad una malattia, a volte anche grave e debilitante? Forse ti sorprenderà, ma la causa di tutto potrebbe essere stato proprio quello stress che troppo spesso viene sottovalutato e che invece, se non affrontato subito attraverso le giuste contromisure, può diventare molto pericoloso per la tua salute.

In questo articolo ti darò la definizione di stress, quali sono i suoi effetti e ti svelerò le insidie che nasconde; infine scoprirai come poterlo riconoscere e quindi affrontare per poter tornare a vivere una vita nel benessere.

Indice

Stress e omeostasi

In alcune situazioni in cui la vita viene messa a rischio, come quando veniamo fisicamente minacciati, o quando tentiamo di governare un’auto fuori controllo, la risposta di stress può salvarci la vita evocando una forza e una reattività fulminea. Lo Stress provoca una reazione fisiologica, come risposta agli stimoli esterni, che mobilita le risorse disponibili nell’individuo al fine di produrre energia supplementare rispetto a quella naturalmente presente in situazioni di omeostasi. Il processo biochimico che sprigiona tale energia è una reazione naturale che si ripete nell’organismo ogni qual volta si verifichi la necessità.

Cos’è lo stress

Fu il neuroendocrinologo Hans Selye a fornire nel 1936 la prima definizione scientifica dello Stress. Il termine era stato preso in prestito dall’ingegneria dove veniva usato per indicare lo sforzo e la tensione ai quali veniva sottoposto un materiale. Selye cercò di stabilire una relazione tra lo stimolo esterno e la reazione biologica interna dell’organismo. Attraverso esperimenti ai quali sottoponeva diversi animali, lo studioso notò che la loro reazione fisiologica a stimoli di diversa natura era molto simile, caratterizzata dallo stato di attivazione dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA), con produzione e secrezione di ormoni glucocorticoidi. La sua conclusione fu quindi che lo Stress è la risposta strategica dell’organismo nell’adattarsi a qualunque esigenza, sia fisiologica che psicologica cui venga sottoposto. Lo Stress non rappresenta per l’organismo umano il male assoluto, bensì la risorsa che permette la sua sopravvivenza perché scatena una risposta immediata nei confronti degli stimoli stressogeni esterni o interni all’organismo dandoci la possibilità in ogni momento di riacquistare il benessere. Il lato negativo si manifesta invece quando il nostro organismo viene cronicamente stimolato da percezioni errate: i nostri sistemi di gestione dello stress non sono in grado di distinguere se una risposta diretta del cervello derivi da una paura reale o immaginaria. Questo è pericoloso per la nostra salute perché manteniamo una costante e cronica condizione di allerta. Lo stress diventa negativo quando risulta indesiderato, spiacevole e accompagnato da sensazioni di insicurezza, disagio, paura. Questo tipo di stress ne provoca sempre uno supplementare che aumenta la durata e l’intensità della reazione. Ciò che differenzia lo Stress positivo da quello negativo è quindi la capacità di investire l’energia indotta dallo stesso in modo produttivo, con alto rendimento e senza sprechi potenzialmente dannosi per la salute. Selye chiamò Distress lo stress negativo, mentre Eustress lo stress positivo.

Lo stress cronico

In condizione di stress cronico si verifica un intenso rilascio di cortisolo, “l’ormone dello stress”, prodotto dalle ghiandole surrenali. L’iperstimolazione di quest’ormone è direttamente connessa a danni significativi e cambiamenti permanenti nel cervello: Sia la regione dell’ippocampo, associata alla memoria ed alle emozioni, sia l’amigdala, il centro cerebrale legato alla risposta primitiva alla minaccia, si riducono. Questo processo induce vie neuronali permanenti in cui viene mantenuto uno stato mentale di continuo “lotta o fuga”. Questa condizione è particolarmente dannosa per i bambini che, sviluppando comportamenti di stress cronico, avranno maggiori probabilità di evolvere in disturbi dell’apprendimento e disfunzioni psicologiche come ansia e disordini dell’umore. Lo stress cronico inoltre deprime il sistema immunitario danneggiando la funzione dei recettori degli ormoni glucocorticoidi normalmente utilizzati per l’inibizione o l’interruzione delle risposte infiammatorie. Questa condizione fa si che le risposte infiammatorie aumentino accrescendo il rischio di contrarre patologie respiratorie, cardiovascolari, il diabete di tipo II, il cancro e le malattie autoimmuni.

“Questa condizione è particolarmente dannosa per i bambini che, sviluppando comportamenti di stress cronico, avranno maggiori probabilità di evolvere in disturbi dell’apprendimento e disfunzioni psicologiche come ansia e disordini dell’umore”
La risposta allo stress

Il nostro organismo reagisce allo Stress attraverso un meccanismo innato di adattamento che tramite un processo naturale consente di adeguare le reazioni individuali alle imprevedibili circostanze che si presentano.

Selye identificò in tale processo tre fasi fondamentali:

  • Reazione di Allarme
  • Reazione di Resistenza
  • Reazione di Esaurimento

Queste si succedono nell’organismo durante ogni reazione da stress e l’intera sequenza venne nominata dallo stesso Selye “Sindrome Generale di Adattamento”.

Questa sindrome può svilupparsi secondo due modalità:

  • Reazione di Stress Acuto, consistente in una rapida fase di resistenza cui segue un quasi immediato ritorno alla normalità, come per esempio quando siamo in ritardo per prendere l’autobus e scattiamo per raggiungerlo.
  • Reazione da Stress Cronico, consistente di una Fase di Resistenza che non si esaurisce, ma perdura nel tempo per giorni interi, settimane, anni, o addirittura per tutta la vita.

La principale causa del Distress nella vita moderna è la frustrazione derivante dalle contrarietà e dai fastidi della vita di tutti i giorni. Per questo motivo la maggior parte di noi vive molto spesso in una costante Fase di Resistenza da Stress alla quale poi si sommano episodi da Stress Acuto, come ad esempio un litigio con il proprio partner, o una discussione con il proprio datore di lavoro. La reazione di Stress è quindi un insieme di reazioni a catena che coinvolgono innanzitutto il Sistema Nervoso, il Sistema Endocrino e il Sistema Immunitario, agendo quindi sull’intero organismo. Lo scopo di tutte queste reazioni è mettere l’individuo nella migliore condizione per combattere o per fuggire in una situazione di pericolo. Le tre fasi della Sindrome Generale di Adattamento rappresentano tre modalità ben distinte in cui il Sistema Nervoso, il Sistema Endocrino ed il Sistema Immunitario agiscono per adattarsi al meglio agli stimoli esterni col minor dispendio di energia possibile.

“Le tre fasi della Sindrome Generale di Adattamento rappresentano tre modalità ben distinte in cui il Sistema Nervoso, il Sistema Endocrino ed il Sistema Immunitario agiscono per adattarsi al meglio agli stimoli esterni col minor dispendio di energia possibile”
Le 3 fasi dello stress

La Prima fase di Stress: Fase di Allarme.

E’ la fase iniziale in cui l’organismo chiama a raccolta tutte le risorse disponibili per un’azione immediata in risposta ad eventi stressogeni acuti o episodici. La risposta è fisiologica ed adeguata, le risorse sono integre ed abbondanti e non appena la sollecitazione sarà terminata, il corpo tornerà in uno stato di quiete. In questa fase viene prodotta un’intensa quantità di Adrenalina e si verifica un’accelerazione rapida del ritmo cardiaco. Lo Stress può essere di natura psicologica, come per esempio un’improvvisa preoccupazione; di natura fisica, come in un repentino cambio di temperatura, o una distorsione ad una caviglia; di natura biologica, come un’infezione, o un’intossicazione alimentare. Qualunque sia la causa, la reazione biochimica sarà la medesima. La struttura deputata ad intervenire per la conservazione dell’omeostasi del nostro organismo è l’Ipotalamo. Esso controlla la maggior parte delle funzioni organiche indipendenti dalla volontà, come la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e la respirazione ed è strettamente connesso al funzionamento del sistema endocrino.

L’azione dell’Ipotalamo produce tre effetti immediati:

  • Secrezione di Cortisolo, Adrenalina e Noradrenalina da parte delle ghiandole surrenali.
  • Stimolazione del sistema vascolare, della muscolatura liscia e inibizione della motilità e della secrezione degli organi dell’apparato digestivo.
  • Produzione di Betaendorfine, gli antidolorifici propri dell’organismo che consentono, tramite l’innalzamento della soglia del dolore, di resistere a tensioni emotive, traumi, o sforzi più intensi rispetto alla sopportazione fisiologica.

Il sangue confluisce dalle aree periferiche del corpo e dagli organi secondari verso quelli più importanti, come cuore e polmoni, per aumentarne al massimo l’efficienza. La funzione digestiva tende ad arrestarsi e i muscoli scheletrici si contraggono preparandosi alla lotta, o alla fuga dal possibile pericolo. Infine l’irrorazione sanguigna diminuisce anche nelle aree cerebrali deputate all’elaborazione delle informazioni e alla soluzione dei problemi. Questo stato, col tempo, determina una diminuzione delle endorfine, della serotonina e della melatonina ed una desincronizzazione dei normali ritmi fisiologici, debilitando il Sistema Immunitario. I minerali sodio e potassio circolanti aumentano e il magnesio ed il calcio diminuiscono e questo determina spesso un abbassamento degli zuccheri circolanti. La vitamina C ed il gruppo delle vitamine B vengono rapidamente ossidate e vengono rilasciati ormoni glucocorticoidi ed aldosterone che provocano ritenzione di sodio e di liquidi. La tiroide riceve maggiori stimoli per produrre ormoni che di conseguenza aumentano l’ossidazione e la produzione di energia. Le normali attività di sincronizzazione e di regolazione svolte dalle ghiandole Ipofisi e Pineale vengono modificate con alterazione della secrezione di melatonina. Le ghiandole surrenali sono iper-stimolate per coprire i primi sintomi di stanchezza. La fatica è di solito abbastanza limitata e si verifica al risveglio mattutino o a metà pomeriggio. Questa condizione coinvolge anche le cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina determinando uno squilibrio della presenza di zucchero nel sangue con la risultante mancanza di energia.

La seconda fase dello stress: Fase di Resistenza.

In questa fase gli eventi stressogeni non sono più episodici, ma rimangono presenti in modo cronico. L’organismo è costantemente sottoposto ad un eccesso di lavoro e deve quindi aumentare il proprio metabolismo e la richiesta di energia. Il corpo non riesce più a tornare in uno stato di riposo e a ricaricare le proprie risorse. Una prolungata resistenza allo stress può danneggiare il Sistema Immunitario, in particolare il Timo; questa ghiandola ha come funzione principale quella di far maturare i linfociti T ed entro 48 ore dall’inizio di una reazione di stress acuta, si riduce alla metà delle sue dimensioni normali, con conseguente significativa diminuzione della reazione immunitaria. Le ghiandole surrenali possono iniziare a non essere più in grado di tenere il passo con la richiesta del corpo di produrre il cortisolo. Le normali funzioni quotidiane possono essere ancora effettuate, ma il senso di fatica è pronunciato poiché il corpo ha bisogno di maggiore riposo per recuperare. Non ci si sente riposati al risveglio mattutino e l’insonnia diventa sempre più comune; l’ansia comincia ad insediarsi e la persona inizia a soffrire di irritabilità. Nelle donne iniziano a comparire la sindrome pre-mestruale ed irregolarità nelle mestruazioni. La ghiandola tiroidea è generalmente coinvolta durante questa fase, in primo luogo con una fase di iperattività, che però si trasforma rapidamente in ipotiroidismo. Quando l’organismo viene esposto per un periodo prolungato ad una fase di resistenza, sodio e ferro diminuiscono, mentre magnesio e fosforo aumentano producendo una particolare diminuzione del metabolismo ossidativo muscolare. Spesso, a causa di questo iniziale stato di malessere, si procede a sottoporsi ad esami medici che però risultano ancora nel range di normalità. Questo provoca nella persona un senso di frustrazione perché il proprio malessere viene sottovalutato e spesso la terapia che viene prescritta corrisponde a prodotti antidepressivi.

La terza fase di Stress: Fase di Esaurimento.

In questa fase la manifestazione più frequente è una serie di sintomi di natura cronica e spesso resistente ai più comuni trattamenti. Le ghiandole surrenali non sono più in grado di tenere il passo con la sempre più crescente domanda di produzione di cortisolo necessaria per superare lo stressor e si esauriscono. La funzione della tiroide diminuisce, così come le funzioni di pancreas, gonadi e organo adiposo e il livello di energia prodotta dall’organismo risulta minore rispetto alle necessità del corpo per il mantenimento del metabolismo basale. Il corpo entra quindi in una fase in cui l’unica priorità è la conservazione di energia per garantire la sopravvivenza. Durante la fase acuta di esaurimento si verifica la distruzione del tessuto muscolare per produrre energia, oltre che ad un aumento della massa grassa come una diminuzione dell’attività degli organi deputati all’eliminazione delle tossine. I metaboliti tossici iniziano ad accumularsi in tutto l’organismo provocando confusione mentale ed insonnia. Appare fibromialgia cronica con sintomi di rigidità funzionale organica, sia essa ossea, articolare, connettivale e vascolare. Non solo strutturale, la rigidità coinvolge anche la psiche manifestandosi tramite sintomi come l’ipocondria, manie ossessive, stati confusionali cronici, fino alla depressione. Il corpo non riesce più a funzionare correttamente e mentre cerca di riequilibrarsi, con gli strumenti limitati che ha a disposizione, si manifestano reazioni esagerate e paradossali, caratterizzate da rush di adrenalina, instabilità della pressione sanguigna, episodi ipoglicemici dopo i pasti e attacchi d’ansia. La libido è soppressa, la digestione rallenta e diminuisce il tasso metabolico per conservare il peso corporeo. I soggetti stress-dipendenti e coinvolti nella fase di esaurimento si trovano costretti all’utilizzo di sedativi artificiali, come alcoolici, sonniferi o alcuni tipi di droga poiché il corpo ha un disperato bisogno di riposo e di recupero delle energie. L’inizio della fase di esaurimento è caratterizzato da una rapida diminuzione della disponibilità di ormoni surrenalici come adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Tutte le risorse fisiche, emotive ed energetiche sono state spese per opporsi allo stress, la conseguenza è un’azione depressiva che inverte i processi organici delle reazioni da stress per riportare l’organismo all’omeostasi. L’effetto stimolante del Sistema Nervoso Simpatico viene sostituito da quello calmante del Parasimpatico.

“Lo stress cronico condiziona anche il feto durante la gravidanza”
Stress e gravidanza

Lo stress cronico condiziona anche il feto durante la gravidanza. Se la madre sta vivendo tale condizione, oltre alle sostanze nutritive, il feto assorbe anche un eccesso di cortisolo e di altri ormoni dello stress. Questi ormoni predispongono l’organismo ad una risposta difensiva influenzando nel feto gli stessi organi e tessuti della madre. Lo sviluppo dei tessuti e degli organi fetali è proporzionale alla quantità di sangue che ricevono e alla funzione che svolgono, ma se la madre si trova in fase di stress cronico, il suo sangue viene dirottato verso i muscoli scheletrici di gambe e braccia e verso l’area cerebrale responsabile dei riflessi istintuali di autoconservazione. In questo modo i caratteri della fisiologia del bambino subiscono profonde alterazioni. Inoltre, un eccesso di cortisolo durante la gravidanza farà passare simultaneamente il sistema della madre e del feto da uno stato di crescita ad una posizione di protezione. Ne risulterà la nascita di bambini sempre più sotto peso e predisposti quindi a una varietà di disturbi nell’età adulta tra cui diabete, problemi cardiovascolari e obesità.

Valutazione dello stress con la Kinesiologia

A questo punto dell’articolo ti risulterà chiara ed evidente l’importanza fondamentale di riconoscere in tempo la condizione di stress che si stà vivendo per attuare immediatamente le giuste contromisure per affrontarlo al meglio. Ti sorprenderà probabilmente sapere che questo è possibile! La Kinesiologia applicata fornisce un’arma importante per verificare il livello di stress nel quale si vive e soprattutto di indagarne le cause. Il dialogo che il test muscolare permette di avere con il corpo della persona da al terapista la possibilità di reperire le informazioni necessarie per sapere se si è di fronte ad uno stress di tipo acuto, o cronico; se la causa è di tipo immunitario, neurologico o metabolico.

E tu a che livello di stress ti trovi?
Conclusioni

Ora conosci i potenziali rischi ai quali è possibile incorrere sottovalutando le nostre reazioni agli stress che abbiamo necessità di affrontare ogni giorno della nostra vita. Puoi riconoscerne le fasi ed individuarne i sintomi maggiori. Sei ormai conscio del fatto che rivolgersi allo specialista giusto può fare la differenza perchè conoscere lo stato di stress del cliente risulta fondamentale per il terapista a motivare il fallimento di terapie fino a quel momento assunte ed attuare un protocollo terapeutico vincente e duraturo nel tempo.

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